Buongiorno, lavoro da quarant’anni, prima in Italia (30 anni), successivamente in Svizzera. Dato che si avvicina la possibilità per il pensionamento anticipato in Italia, mi sono spaventato leggendo vari articoli nei quali veniva indicato l’aumento dei requisiti necessari per ottenere la pensione, mi potete dare qualche indicazione?
Vi ringrazio in anticipo.
Andrea F., Guanzate
Caro Andrea,
forniamo un nostro chiarimento in merito all’argomento che ha suscitato clamore nei giorni scorsi circa l’aumento dei requisiti anagrafici per il diritto a pensione dal 2027.
Il meccanismo della “speranza di vita” legata ai requisiti pensionistici nasce con la Legge 122/2010, in cui fu previsto che dal 1° gennaio 2013 l’accesso a pensione di vecchiaia ma anche anticipata, avesse un progressivo innalzamento dei requisiti per compensare l’allungamento della vita.
Con la Legge 214/2011 (Monti – Fornero), venne confermata l’applicazione della norma che stabilì, inoltre, che dal 2019 l’adeguamento devesse essere biennale.
Il primo adeguamento si è verificato nel 2013 pari a 3 mesi, il secondo nel 2016 è stato di 4 mesi e il terzo, dal 1° gennaio 2019, è stato di 5 mesi e per un totale, quindi di un anno in più per l’accesso alle prestazioni pensionistiche.
Gli adeguamenti successivi, validi fino al 2026, a livello statistico non hanno previsto alcun incremento.
È compito del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato (Ministero Economia e Finanze) garantire la corretta programmazione e rigorosa gestione delle risorse pubbliche e pertanto periodicamente pubblica documenti di aggiornamento delle previsioni relative agli andamenti del sistema pensionistico e socio-sanitario. L’ultimo documento è di dicembre 2024 reso pubblico nei giorni scorsi. Secondo le previsioni del documento, dal 2027 è prevista una soglia più alta di tre mesi dei requisiti pensionistici per il pensionamento di vecchiaia e per le pensioni pensione anticipate.
L’aggiornamento dei simulatori INPS, quindi, non è stato né un errore e né una scelta dell’Istituto previdenziale come sostenuto dai media ma un adeguamento che ha anticipato solo di poche ora la pubblicazione ufficiale della Ragioneria dello Sato. L’intervento della politica, ora, non potrà in alcun modo annullare quanto accertato da ISTAT e certificato dalla Ragioneria dello Stato ma può solo “sterilizzare” gli effetti dei tre mesi di incremento lasciando invariati i requisiti di accesso a pensione anche dal 2027 e questo può avvenire solo con apposito decreto ministeriale.
Torneremo sull’argomento non appena si avranno novità; nel frattempo ti invito a contattare il nostro ufficio a te più vicino per effettuare una verifica della tua posizione assicurativa e fare un quadro completo della posizione previdenziale sia in Italia che in Svizzera.
Roberto Crugnola
Coordinatore Patronato Inas Cisl Svizzera
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